Zatoichi

Apprezzo molto la filmografia di Takeshi Kitano, in particolare la fase inizio anni ‘90, che trova il suo culmine nel bellissimo “Sonatine”.

Purtroppo, però, sono rimasto molto deluso da “Zatoichi”: una pellicola troppo ruffiana e al di sotto degli standard del regista giapponese.



La storia, per chi non lo sapesse, riprende un serial televisivo nipponico di successo girato più di trenta anni fa e viene rivisitata da Kitano, che impersona anche il protagonista del film. Francamente, giàla scelta del soggetto in sè, mi ha lasciato un po’ perplesso: immaginate, chessò, un Tornatore o un Giordana, impegnati in un improbabile remake di quegli assurdi film anni ‘60 del ciclo di Maciste…



La pellicola è caratterizzata da uno sconclusionato umorismo, piuttosto datato, caratterizzato da espressioni facciali e mosse buffe, e da una scansione narrativa molto occidentalizzata, cosa che l’ha resa appetibile al mercato europeo ed americano (per questo a inizio post ho parlato di pellicola “ruffiana”) più di altre pellicole di Kitano artisticamente più meritevoli d’attenzione.

Generalmente, ho avuto modo di constatare, il film è amato dai neofiti del cinema orientale. Personalmente ho trovato un po’ stucchevole, oltre al succitato simil-humor, la riproposizione di alcuni clichè tipici dell’immaginario collettivo, ed ho trovato diverse pecche nella sceneggiatura.



Dovessi dare un voto, direi che merita un 5,5.