SAMURAI FICTION
(SF: Episode One)
1998 diretto da Hiroyuki Nakano con Tomoyasu Hotei (il compositore di “Battle Without Honor Or HUmanity”)
Trama:
GIAPPONE 1960.
KAZAMATSURI (Hotei), un abile spadaccino reclutato dallo Shogun per difendere i tesori di corte,
ruba una preziosa spada e fugge col ricco bottino.
Sulle sue tracce si mettono il giovane Heishiro e i due amici Suzuki e Kurosawa, ma il primo scontro col samurai
è tragico: solo Heishiro, grazie all’intervento di Henbai, uno strano eremita, si salva dalla furia di Kazamatsuri.
Il giovane viene curato dall’uomo e dalla figlia Koharu, ma in lui il desiderio di vendetta cresce prepotente.
Anche l’invincibile Kazamatsuri, però, non riesce a trovare pace: Henbai si è dimostrato un valido maestro d’arme,
e il desiderio di confrontarsi con lui lo porta a sfidarlo.
Il duello finale, che ha come spettatori Heishiro e Koharu (ormai innamorati), vede l’eremita Hanbei disarmare il nemico,
il quale, dopo aver ringraziato il rivale per la splendida dimostrazione di abilità, si uccide buttandosi da un dirupo.
Fotografato in un bianco e nero appena accennato, con flash monocromatici e suggestive fascinazioni a colori,
Samurai Fiction è uno dei migliori film del Fantafestival.
La regia di Hiroyuki Nakano gioca con l’occhio dello spettatore, indecisa tra mirabolanti piano sequenza volanti
(ritmati da martellante musica tecno-rock) e dissolvenze improvvise;
gli attori recitano con partecipazione inframmezzando le classiche gag dei manga giapponesi
(il ragazzo che perde sangue dal naso vedendo le nuditàdella ragazza amata)
con serissimi monologhi sul senso della vita.
Un film affascinante e coinvolgente.
Se pensate si tratti di uno dei soliti film sui samurai vi sbagliate di grosso.
Samurai fiction è davvero uno dei film più originali e GENIALI che mi sia mai
capitato di vedere.
L’idea di girare un film sui samurai in chiave moderna è brillante!
Alcune scene sembrano tratte da un videogioco altre da un videoclip!
Eccezionale la colonna sonora firmata da Tomoyasu Hotei (che non è dunque solo un eccellente compositore ma
anche un bravo attore!) che a suon di schitarrate enfatizza i momenti clou del film!
Ottima l’idea di girarlo tutto in bianco e nero fatta eccezione di alcuni momenti particolari che prendono
improvvisamente colore (la morte si tinge di un rosso acceso, lo stoppino della candela diventa incandescente,
il cielo diventa tutto a un tratto azzurro…).
Il film alterna momenti esilaranti tipici della comicitàgiapponese (I tre amici all’inizio del viaggio, Gosuke
e il mare…) a duelli solenni da togliere il fiato.
Questo film mi ha incantata.
Voto 9
Il samurai Kazamatsuri interpretato da Hotei
Il giovane nobile incaricato di recuperare la spada
Il Ronin e sua figlia
La Boss, il mio personaggio preferito
Bellissima la sua esibizione davanti a Kazamatsuri ;D ;D ;D
Ora passiamo alle analogie con Kill Bill
Anche se Tarantino dice di essersi ispirato ai film giapponesi in generale dove 3 volte su 5 appare una scena simile,
lo scontro della Sposa contro gli ultimi crazy 88 davanti a uno schermo colorato di blu e il suo allenamento
con Pai Mei davanti a uno schermo rosso si ispirano ai meravigliosi titoli iniziali (e al manifesto) di questo film.
Vedere per credere:
Dulcis in fundo…
Il link per scaricare i titoli d’inizio del film:
http://www.megaupload.com/?d=7XBJJQH8
Non vi è venuta voglia di vederlo?? ![]()
